Archive for the 'Cultura' Category

Slowfood, slowine…

Monday, February 25th, 2008

Ecco, mi pare una buona idea. A dire il vero mi è sempre parsa una buona idea: abbassiamo il ritmo. O almeno proviamoci.
Mi dispiace non essere di recente riuscito a commentare un post di Suzukimaruti (de “l’impossibilità/opportunità di abbassare il livello dei nostri consumi”, sarebbe stato il mio tema) proprio trattando l’argomento.
Ma veniamo alla notizia.
Alcuni produttori di vino, in Francia, hanno deciso che le loro preziose bottiglie verranno trasportate (in Inghilterra ma anche in Canada, prossimamente) da un bellissimo veliero – il tre alberi Belem – come si faceva fino alla fine del 1800.
In Francia sembra esserci grande sensibilità al tema degli investimenti “verdi”. Tanti piccoli contributi…non si sa mai… E in fondo qualche piccola rinuncia ci può anche stare.

“There is a lot of interest in green investments in France,” said Albert. Ships will return to France with an equivalent tonnage of crushed glass for recycling into wine bottles at factories in Bordeaux and Béziers. Despite the time involved in transporting it, the wine should also remain relatively cheap, at between €7 and €20 a bottle.”

Understanding Art For Geeks

Wednesday, January 23rd, 2008

Proprio oggi pensavo di fare un po’ di pubblicità (ma non che ne abbia bisogno, eh?) a PaulTheWineGuy, per la sua spendida “rubrica” Understanding Art For Geeks, una delle poche distrazioni che mi concedo quotidianamente. Ma a quanto pare ci dovrà già pensare senza il mio modesto aiuto a tenere assieme i pezzi del suo server, se anche solo la metà di quelli che sono andati a vedere le sue foto/artwork dopo la segnalazione di Slashdot, decideranno anche di fare una visita al suo blog.

Una delle mie preferite è questa.

Understanding Art - Galileo - Citation Needed

Galileo facing the Roman Inquisition
Cristiano Banti, 1857
Oil on canvas
under Creative Commons Attribution 3.0 Unported

Scene di Vita Romana/2. Guest Star: Giuseppe Cederna

Monday, December 17th, 2007

Giuseppe CedernaStasera ero a cena con degli amici a Trastevere, a casa di uno di loro. Arrivo in zona, coi mezzi (che col freddo che fa e la gola che mi ritrovo, meglio evitare la moto per un po’), e siccome non conosco benissimo la zona, cerco indicazioni.

Fuori da un locale un signore ed una signora chiacchierano amabilmente, imbacuccati per bene – lui soprattutto – per via del freddo.

Io: Scusate, sapere per caso indicarmi Via della Luce?
Lei: Mmm…ahi ahi…
Lui: Mmmm….caschi male!

Lei comunque ci prova a darmi delle indicazioni, peraltro assolutamente corrette, solo che… solo che deve avermi preso per un finocchio, visto che mentre mi parlava, io continuavo a fissare Lui, dritto negli occhi – che poi era quasi l’unica cosa che si vedesse, incastrata fra sciarpa e cappello.

Lei: …capito? La seconda a destra!
Io: S.s..ssì, grazie!

Mi giro e faccio per andarmene, ma mi volto indietro.

Io: Deve perdonarmi, ma…lei ci assomiglia soltanto a Giuseppe Cederna o…?
Lui, sfoggiando un sorriso “da film” e tirando fuori la mano dalla tasca, la alza e fa: “Eccomi! Presente!”
Io, sfilandomi il guanto destro: Posso stringerle la mano? E’ un piacere!
Lui: Certo, però per favore spiega a lei che non ti ho pagato per farmi fare questa bella figura!
Io: No – faccio rivolto ad entrambi, quasi per scusarmi – è che il mio fim preferito la vede…quasi-protagoista!
Lei: Ah sì? E qual’è?!?
Io, con tono quasi indignato per la domanda: Ma…Mediterraneo!

10 novità irrinunciabili del 2007

Friday, December 14th, 2007

Non ho sbagliato titolo. Non sto facendo le previsioni per il 2008. Sono solo curioso di sapere da voi: quali sono le cose successe, scoperte o inventate nell’anno che sta per chiudersi alle quali assolutamente non vorreste rinunciare? Potete pensare e dire di tutto.

Io ho deciso di dividerle così (ma non è obbligatorio): 4 sono mondiali (come lo sarebbe la caduta del muro di Berlino, per capirci!), 4 sono tecnologiche (gadget, novità, gingilli vari…) e 2 assolutamente personali.

World

  1. Romania e Bulgaria entrano nell’Unione Europea: è una cosa che non fa felice tutti. Le differenze di trattamento sociale e struttura politica/economica li rendono due paesi al limite della comunità economica, ma ugualmente è un evento molto importante per tutti.
  2. Storico accordo fra le due Coree: l’accordo è solo l’inizio di quello che si spera sarà il più importante smantellamento di arsenali nucleari degli ultimi 20 anni.
  3. Il Senatore Barack Obama si candida per le presidenziali USA.
  4. Riedizione del mitico Live Aid, nove grandi concerti vengono tenuti in contemporanea in altrettante grandi città del mondo, dando luogo al primo Live Earth.

Technology

  1. L’Airbus A380, il nuovo gigante dei cieli, atterra al JFK di New York.
  2. Apple lancia l’iPhone: amato, odiato, soprattutto unto, ma si tratta comunque di una rivoluzione.
  3. La Finlandia, prima nazione europea, interrompe le trasmissioni terrestri analogiche, nell’ambito dello switch al Digitale Terrestre (DTT) che dovrebbe presto avvenire anche in Italia.
  4. Twitter, e la diffusione (o esplosione!) dei network sociali.

Personal

  1. Le vacanze in Croazia di quest’estate: 20 giorni che non dimenticherò.
  2. Roma: il mio primo anno intero in questa meravigliosa città!

Veniamo alle modalità: siccome non ho nessuna intenzione di attaccare un “meme” a nessuno (che poi tutti protestano che lo si faccia per scalare le classifiche, e io invece sono solo curioso) vi invito a non linkare questo post! O, insomma…fate come preferite.

Però sarei mooolto curioso di conoscere i 10 “Top 2007 Award” da GiovyRoberto, Angelo, Caterina, Elena, Stefigno e Gigi. E naturalmente da chiunque si voglia aggiungere…

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Social Advertising e Ambiente

Sunday, November 18th, 2007

Vi ricordate il video di GMail composto coi contributi degli utenti? Anche Greepeace sta facendo la stessa cosa, come ci segnala Luca. Come nel caso precedente, lo trovo un meccanimo molto affascinante per coinvolgere l’audience. In più, il tema è particolarmente importante.

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Programmazione Teatri a Roma

Tuesday, October 30th, 2007

Daccordo che non è come al cinema. Nel senso che quando decidi di andare a vedere uno spettacolo a teatro probabilmente lo fai perchè hai visto la locandina, o conosci la programmazione di quel teatro. Non è appunto come al cinema dove scegli il film perchè hai visto il trailer e poi vai a cercare in quale sala lo danno.

Ciononostante il servizio offerto da QualeTeatro, che ho scoperto da una segnalazione di Luca, è davvero ben fatto. Ha le mappe di Google integrate, tra le altre cose, che consentono di avere una bella visione di insieme di tutti gli spettacoli nei vari teatri della città. Ancora una volta: i teatri di Roma (Roma perchè è grande e Roma perchè è la mia città!) non sono certo tanti quanti i cinema, e di solito uno ne sceglie 2/3 di cui conosce la programmazione quasi a memoria. però e comunque utile, ad esempio se vuoi invitare qualcuno.

Molto apprezzaile l’idea del geotag con la cloud per le città, ma mi permetto di suggerire una funzionalità per impostare via cookie la propria città (nel 90% di casi, concorderete, la ricerca la si farà in quella) e magari mettere la cloud con gli autori.

Complessivamente è davvero ben fatto, e molto intelligente come idea, e penso sarà anche molto apprezzata dagli “inconsapevoli” sponsor, visto quanto sono chiaramente indirizzati ed azzeccati i link di AdSense che compaiono. Kudos ad Alberto.

Festival della Creatività

Thursday, October 25th, 2007

Se non fosse a Firenze (e se non fosse per gli impegni), probabilmente non mi farei sfuggire l’occasione.

Inizia oggi 25 Ottobre alle ore 15.00 il Festival della Creatività.

40.000 mq di superficie espositiva, 400 eventi, 1600 tra artisti e relatori provenienti da 40 paesi del mondo, un palinsesto animato da grandi esponenti del mondo dell’arte e della cultura italiana e internazionale.

E voi? Che aspettate?

BloggerCena a Roma (e discussione aperta sui network "sociali”)

Tuesday, October 23rd, 2007

In 19 (su 22 iscritti) ieri alla BloggerCena a Roma. Una bellissima occasione per conoscersi (adesso so che facce hanno Geekissimo, Aghenor e Senzastile, fra gli altri), rivedersi (con Giovy, a 300km e qualche mese di distanza) e condividere qualche riflessione dal vivo. In particolare ho trovato estremamente interessanti le chiacchiere fatte a fine serata con Gigicogo, Stefigno, con i quali si sono affrontati i temi della difficoltà di evangelizzare il grande pubblico all’uso delle tecnologie innovative come mezzo di razionalizzazione ed efficientamento (io lavoro nella PA, sapevatelo!) e dell’aspetto sociale-umano degli incontri fra persone che scoprono on-line di avere qualcosa di interessante da scambiare.

Proprio quest’ultimo aspetto è stato l’argomento di una accesa discussione (accesa nei toni, almeno) che ho avuto subito dopo la cena. I punti chiave della discussione sono stati tre:

  1. La disponibilità di tali tecnologie sociali ad un gran numero di persone;
  2. La profonda asimmetria nella disponibilità di tecnologie avanzate (fra “potenti” e “popolo”);
  3. L’innaturalezza di un rapporto sociale nato e cresciuto sul web.

Su tali tre punti il mio interlocutore ha dato la sua visione, profondamente lontana dalla mia, perlopiù, ma che voglio in qualche modo condividere.

1) La disponibilità di tali tecnologie sociali ad un gran numero di persone
Il punto su ci mi trovo maggiormente d’accordo, forse. Premettendo che ritengo la tecnologia di cui si parla “tecnicamente” disponibile (no,non serve un telefonino da 600 Euro! Basta un terminale da 100 Euro e anche meno, per mandare gli SMS) e a prezzi che sono già abbordabili e lo saranno sempre di più, c’è un aspetto effettivamente critico: il gap culturale. Che non consente a tutti di avere dimestichezza con gli strumenti. Ecco, noi, che facciamo i BarCamp, che pubblichiamo le slide, che interagiamo sui social network, dovremmo tenere presente che tutte le volte che usiamo un termine, non solo tecnico, ma anche solo vagamente anglofono, rischiamo di ingenerare nel nostro interlocutore antipatia e distacco, se non si tratta già di un addetto ai lavori. Comunque è anche per questo che c’è gente che si prende la briga di scrivere “guide” come questa. (LINK)
E comunuqe questo è il punto su cui NOI possiamo e dobbiamo fare di più, non solo raccontando quanto la notra rete sia un innovativo mezzo di marketing.

2) La profonda asimmetria nella disponibilità di tecnologie avanzate (fra “potenti” e “popolo”)
E’ così. Anche se posso cercare di evangelizzare chiunque spiegando che due anni fa, per via della scarsezza di banda (mobile) disponibile e dei relativi strumenti (e di molte altre cose, fra cui un network sociale in cui “avvisare in diretta”) era impossibile fare una diretta dell’evento di ieri sera come Gigi ha fattto appoggiando il suo portatile sul davanzale di una finestra, mi si potrà sempre ribattere che “i potenti” (quelli che spiano, che controllano, che decidono decidevano cosa dobbiamo guardare in TV rete) saranno sempre diversi passi avanti. Ecco, la risposta che non avevo pronta ma che ho in mente adesso è che il gap si è fortemente ridotto. La tecnologia continuerà ad evolvere e quella “nuova” sarà sempre in mano a chi ha più soldi; non credo che da questo assioma si possa scappare. Però senza gli strumenti che io mi ostino a chiamare sociali (nonostante questo faccia arricciare il naso al mio interlocutore: “una stretta di mano è sociale, un sorriso è sociale, non parlare con un PC!), probabilmente della Birmania avremmo saputo meno ancora di quello che abbiamo saputo. Non ce la “rivolta dei blogger” abbia mandato a casa i cattivi, peraltro…

3) L’innaturalezza di un rapporto sociale nato e cresciuto sul web
“Piuttosto che chiedere a qualcuno su Internet scendo per strada, chiedo a qualcuno, mi rivolgo ad un negozio specializzato. Così nel frattempo ho visto facce e persone!”. Come si fa a rispondere? Mettiamola così: se l’obiettivo è quello di rendere disponibili le informazioni, non c’è protesta che si possa avanzare nei confronti della rete, dei blogger, di chi semplicemente pubblica su un sito delle informazioni. Non può succedere (beh, forse questo andrebbe ulteriormente indagato) che tale comportamento “riduca” la qualità degli esperti. Quindi è un gioco “win-win”: chi vuole scendere per strada e trovare gli esperti può ancora farlo, chi preferisce affidarsi al suo dio (minuscolo!), può farlo pure.
Ma la crescita “sociale in senso stretto” è una cosa che non ha nulla a che fare con la disponibilità delle informazioni dietro allo schermo di un PC. Non va confusa la pigrizia con le disponibilità di un canale più comodo. Vado ad un esempio concreto: ricordo ancora le ricerche fatte ai tempi delle medie, in cui ci si incontrava con due o tre compagni di classe e si rovistavano enciclopedie intere (alzi la mano chi NON aveva l’enciclopedia “Conoscere” in 21 volumi!) alla ricerca delle informazioni utili. Perchè oggi dovrebbe essere diverso? Forse perchè i due o tre studenti si possono mettere a cercare su Google ognuno da casa propria chattando e condividendo le informazioni senza incontrarsi? Orribile, se fosse così lo scenario è orribile. Vuoi mettere la mamma che vi porta le tazze di cioccolata bollente mentre voi siete chini con la testa sul tavolo a prendere spunti e appunti (cioè “copiare”) dall’enciclopedia?
Ecco, questo scenario a me piace molto di più. Ogni ricerca finiva di solito sul tavolo del Monopoli. Se oggi non succede, non è colpa della tecnologia! Cioè, è chiaro che la sua disponibilità è un elemento abilitante, ma se papà si rompele palle di prendere la macchina ed accompagnarti a casa del tuo compagno di classe (nonostante tu gli abbia detto che è quello secchione, scelto apposta perchè ciò ti favorirà senz’altro, nascondendogli il fatto che si tratta anche della ragazza più carina della classe!) con la scusa che “tanto potete farlo su Internet”, allora è lui da condannare, non certo la tecnologia.

Mi piacerebbe sentire il commento di qualcuno di voi.

IT – Il digital divide delle PMI

Wednesday, October 17th, 2007

Da una domanda molto puntuale di Antonio Savarese su linkedin è nata una interessantissima discussione, che meriterebbe senz’altro un seguito ed un dibattito.

Scrive Antonio:

[...]
Internet gioca un ruolo sempre più importante nell’allocazione dei prodotti, della forza lavoro e di tutti gli altri fattori produttivi, la comunicazione e l’informazione hanno trovato nella Rete un mezzo insostituibile e ormai basilare. Le possibilità offerte dalle ICT sono molteplici e le PMI dovrebbero approfittarne[...]
Purtroppo ogni giorno che passa alimenta il Digital Divide tra le PMI e le grandi aziende in termini di mancanza di accesso e di fruizione delle nuove tecnologie di comunicazione e informatiche.
Qual è il problema? Problema culturale? Mancanza di fondi o cos’altro?

Già, qual’è il problema. Anzi, quali sono i problemi?

Nell’ambito della discussione, che vi invito ad andare a leggere, molti spunti interessanti. Ne cito qualcuno che mi ha colpito (e sottolineo che mi ha colpito, magari perchè non l’approvo affatto!):

A mio parere il problema è prevalentemente culturale, di visione del futuro, di immaginazione creativa. [...] In molti imprenditori vige ancora il sinonimo internet – svago (o peggio internet – perdita di tempo).

Pero’ aggiungo che i fondi ci sono, ma la mia esperienza mi dice che molte PMI vogliono fare innovazione soprattutto se paga il contribuente (cioe’ finanziamenti europei, nazionali, regionali, etc).

Chiunque è disposto a innovare e a spendere in novità se questo gli offre un vantaggio competitivo. In Italia, scusate l’amarezza di 25 anni di mestiere, spesso il vantaggio competitivo è di natura clientelare o altro che lascio all’esperienza dei singoli. Perchè allora innovare? Perchè mettere un sito internet se si vende per canali privilegiati? (interessante analisi, è la mia nota.)

Anche io ho postato la mia risposta:

Rispondo direttamente alla domanda originale: qual’è il problema?
Banale: i soldi, l’infrastruttura, una visione dei nostri governanti che rimuova gli ostacoli.
Articolata: in Francia ed in Nuove Zelanda (si, un paese con meno di 5 milioni di abitanti) hanno fatto i conti di quanti miliardi di euro lo sviluppo della fibra ottica nel paese possa apportare (non alle casse dello stato, ma come risparmi dell’efficientamento di molti processi, sia B2B che B2G), mentre da noi se tutto va bene le licenze wimax le prenderanno …sappiamo chi. Ecco il primo problema, ad oggi una piccola azienda localizzata in una valle Bergamasca ha un accesso alle infrastrutture telematiche penoso e costosissimo. Provate a chiedere a chi ci vive e lavora, io l’ho fatto (chiederlo, non lavorarci) e mi sono reso conto che le aziende si trovano di fronte a grossi ostacoli.
Ai costi di connettività “land line” fanno eco quelli di connettività mobile, che sono fra i più alti d’europa. D’accordo, abbiamo un’orografia che non aiuta nell’istallazione di antenne e ponti radio, ma insomma…

Il problema culturale c’è, niente da dire. Ma ad un imprenditore competente e cosciente del proprio business, se fate vedere i vantaggi, numeri alla mano…non c’è motivo per cui non debba seguirvi nello sviluppo di un nuovo canale o di una nuova tecnologia. Anche se fosse puro FUD come il web 2.0. Chiedete ai produttori del Nabaztag.

Credo che la discussione potrebbe continuare, anche qui, per essere aperta a tutti.

Quanto è facile aprire un’azienda (e fare affari) negli altri paesi?

Tuesday, October 16th, 2007

Ranking Facilità BusinessSu The Big Picture c’è un articolo piuttosto interessante (che a sua volta riprende questo) in cui si parla di un confronto fra vari paesi del mondo in termini di “facilità di fare affari”, valutando parametri come la complessità nell’aprire un’attività, la concreta possibilità di far rispettare le regole, la difficoltà di gestire permessi e licenze etc.

Indovinate una cosa? L’Italia nelle prime 50 non compare….l’avreste mai detto?!?