Archive for the 'Cultura' Category

Superenalotto, una tassa per gli stupidi

Friday, August 14th, 2009

Tecnicamente, per quelli scarsi in matematica.

E’ così che possono essere definite più o meno tutte le lotterie. Nel caso del superenalotto in particolare la probabilità di vincere è davvero bassissima (sarebbe centinaia di volte più probabile venire colpiti da un fulmine, per dire), ma giornali e televisioni continuano a ricordarci che c’è un jackpot milionario (oltre 135 Milioni di Euro, adesso) che potrebbero cambiarci la vita (come se 20 Milioni di Euro fossero invece un contentino…).

La matematica suggerisce di non giocare, dunque. Ma la psicologia lavora nel verso opposto. In una interessante analisi il Professor Lloyd Cohen spiega le ragioni irrazionali che stanno dietro alla consapevole scelta di buttar via un Euro. Il solo fatto di giocare la lotteria accende nel giocatore deliranti sogni (piscine, vacanze, lusso, luoghi tropicali…) un po’ come fanno le patinatissime riviste di Lifestyle.

Dunque, se ve ne fregate del calcolo delle probabilità e volete comprare un sogno da un Euro, andate in tabaccheria e giocate sei numeri. E se siete troppo pigri per inventarveli, potete trovarli qui, augurandosi che siano quelli giusti.

Ah, un’ultima cosa: se per caso doveste vincere coi numeri che indirettamente vi suggerisco, beh, mi aspetto un cspicuo segno di gratitudine! :)

Post-Post-Scriptum: le lotterie di stato mi fanno incazzare non poco. Si tratta di una forma di prelievo (benchè in un certo senso volontario) che va a colpire – in alcuni casi in maniera grave e patologica – solamente le fasce sociali meno abbienti. E l’uso dei mzzi di comunicazione per incentivare le persone a giocare mi sembra davvero inaccettabile. Lo stato preleva mensilmente 3/400 milioni di euro dalle tasche dei cittadini, con questo meccanismo. Ma lo fa dalle persone sbagliate.

Furrigna Rock Festival

Wednesday, August 27th, 2008
furrigna rock festival

furrigna rock festival

Per tutti gli amici siciliani, o per quelli che avessero la fortuna durante il prossimo weekend di trovarsi in Sicilia, segnalo una manifestazione musicale (e non solo) da non perdere: Il Furrigna Rock Festival.

Una squadra di agguerrite organizzatrici (con la testa dura come la pietra furrigna, probabilmente) si sono date da fare, nonostante le mille difficoltà, per organizzare la seconda edizione di questo festival.

Come ben si conviene alla moderna organizzazione pluri-mediale, trovate l’account flickr con le immagini della scorsa edizione del festival, la pagina di myspace, e tanti video su youtube con le performance passate.

Ne parla anche Ultrasonica.

L’appuntamento è per sabato 30, con qualche anticipazione per Venerdì 29.

Direttamente dalla pagina dell’evento:

“Hai la testa come la petra furrigna”.
Sicilia Orientale. Sono stato concepito nell’agosto 2006, mi hanno partorito ad agosto 2007. Sono un bastardo. Incrocio tra sogno, rassegna musicale, utopia, festival, festa, work in progress eterno.
Il “FURRIGNA ROCK FESTIVAL” è un progetto nato dalla volontà di creare uno spazio di condivisione della musica dal vivo.
FURRIGNA. Dentro la metafora di una tradizione antica locale, il termine “furrigna” caratterizza in maniera canzonatoria un modo di essere testardi, lo stesso che ha nutrito l’idea del festival fino alla sua realizzazione. Ben oltre la testardaggine c’è stato il voler credere in un’idea e inventarsi un modo per affermarla.
FURRIGNA ROCK. Roccia furrigna, roccia dura come l’anima di quel rock che si vuole promuovere, un rock indipendente e puro. Una proposta non nuova per Scordia, evoluzione di un antico circuito musicale indipendente ben radicato nel territorio, eredità di apprezzati slanci creativi.
FESTIVAL: festa, rassegna musicale, sagra, spazio culturale, condivisione, work in progress. La parola festival rappresenta il progetto: non solo musica, ma arti grafiche e audiovisive, installazioni in movimento che affiancheranno la rassegna musicale.
FURRIGNA ROCK FESTIVAL 2008…Quest’anno vogliamo vedere una folla di di TESTE FURRIGNE scagliarsi su Scordia!

———–30 AGOSTO 08 ————–

FELDMANN + SONGS FOR ULAN @ FURRIGNA ROCK FESTIVAL

Acquario, Oroscopo

Thursday, July 10th, 2008

Caro Acquario, innanzitutto il tuo nuovo dio dovrebbe essere in grado di ammirare la tua originalità. Ti meriti una divinità che sappia apprezzare la tua decisione di prendere il destino nelle tue mani. Per voi Acquari è arrivato il momento di non ascoltare quello che pensano gli altri e di provare a capire quello che la divinità significa per voi.

Mistico.

New York Times API: il momento di un giornalismo davvero collaborativo?

Monday, May 26th, 2008

Leggo sul tempestivo ed informato magazine online ReadWriteWeb che il NYT ha annunciato di voler aprire il suo sistema di pubblicazione sul web tramite delle API che lo rendano programmabile, il tutto mentre le news stampate continuano il loro declino, almeno in termini numerici.

Una delle possibilità illustrate nell’articolo è la disponibilità per gli sviluppatori di avere delle API keys che consentano di accedere in maniera diretta ai contenuti e permettano di farne mash-up più o meno creativi (anche se a me viene da pensare che una cosa del genere si possa fare semplicemente separando i vari feed).

Comunque sul programmabile ci sarebbe molto da chiarire e da discutere. Ovviamente nelle sconfinate praterie (:P) del mio immaginario si aprono scenari di collaborazione sia per l’apertura verso veri e propri contributi di informazione, sia per meccanismi di voting (contributors e mediatori, non a caso due dei tre attori di un moderno processo di comunicazione).

Ci sono degli aspetti “al contorno” che rendono questa notizia in prospettiva molto interessante, ed in primo luogo il fatto che il NYT è stato da sempre il giornale che ha cercato di cavalcare (più che subire) l’onda dei new media. Non dimentichiamo che ha anche fatto un importante investimento sulla più famosa piattaforma di blogging al mondo.

Vi consiglio di leggere l’annuncio e l’articolo su RWW.

PS: qualche giorno fa raccontavo di un progetto di multicanalità offline-online fatto dalla Gazzetta dello Sport.

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Fly Low Cost

Monday, May 26th, 2008

Dopo le discussioni con Luca e Claudio (qui la mia risposta) non potevo non postare questo video (che Luca segnala qui) che è davvero spassosissimo!

Enjoy your flight!

Giornalismo Low Cost (and Low Quality)

Monday, May 19th, 2008

Stimo Luca Conti e Claudio Vaccaro, ma sinceramente rimango basito di fronte ai due post gemelli che i due hanno appena scritto a proposito delle loro esperienze negative con l’operatore low cost (ma loro con un geniale payoff si definiscono low fares) RyanAir.

Rimango basito perchè i due scrivono con toni da esperti (forse un po’ da sindacalisti) e al tempo stesso dimostrano di non capire assolutamente nulla dei meccanismi che portano alla definizione delle strutture di costo di un’azienda che opera col pubblico.

E rimango basito perchè citano, per rafforzare la loro posizione, uno dei peggiori articoli che io abbia mai letto sull’argomento.

Esclusivamente su un punto posso essere (parzialmente) d’accordo con Clyde e Pandemia: il sito dovrebbe essere assolutamente chiaro nel consentire all’utente di identificare i costi associati alle varie opzioni.

In realtà le volte che ho usato questo vettore (non decine, ma qualcuna sì) non ci sono mai cascato, in gabole come quelle citate dai due post. Però ammetto che un utente meno smaliziato o semplicemente meno attento rischia di pagare più del dovuto.

Low cost vuol dire semplicemente una cosa: identificare dei servizi che per l’utente non sono necessari, estrarli dal prezzo fisso del pacchetto, e renderli “a pagamento” per quelli che non vogliono rinunciarvi.

Questa più o meno la sintesi di una interessantissima discussione avuta su uno dei miei frequenti Milano-Roma (rigorosamente Alitalia, ahimè) con il Professor Umberto Bertelè, che mi illustrava per l’appunto il caso di una compagnia low cost di noleggi auto, che scoprì, facendo un sondaggio fra i propri clienti, che non tutti desideravano avere necessariamente la macchina pulita e lavata dentro e fuori, se ciò poteva far loro risparmiare una decina di euro sul noleggio.

Web Tapiro 2.0

Tuesday, April 8th, 2008

Non è affatto male l’idea di Roberto.

Chi dimostra una totale ignoranza dei temi, ma soprattutto ha la faccia di bronzo di parlare dall’alto del suo giornale-pulpito o trasmissione-da-prime-time-pulpito, di parlare in termini errati, evidentemente, andrebbe punito. Simpaticamente, si capisce, ma punito diffondendo, al meno sui canali che conosciamo, la sua gaffe, documentando la verità.
Per questo rilancio su questo blog l’iniziativa, invitandovi a suggerire un nome, e ovviamente a segnalare ogni evento, ogni intervento che meriti di essere contraddetto, ogni castroneria che meriti di essere smentita. E ogni sbruffone che meriti di essere simpaticamente punito…

Microsoft World Wide Telescope

Wednesday, February 27th, 2008

Qualche settimana fa Robert Scoble scrisse che ciò che aveva visto nei laboratori di Microsoft Research lo aveva fatto piangere, per l’emozione. Il brillante ex-evangelista del colosso di Redmond non disse naturalmente di cosa si trattava, ma più di un osservatore associò la cosa al “World Wide Telescope“, il cui sito è da pochi momenti on-line.
Lo stesso Scoble ha confessato che le supposizioni erano corrette, in un post vecchio solo di poche ore ma già fittissimo di commenti, dai quali estraggo una delle risposte dell’autore, molto significativa, in cui si accenna al lavoro fatto dai concorrenti, nello specifico con Google Sky:

Far better integration than Google’s Sky View. A lot more telescopes. More inspiring. Hard to explain until I get to show you the video. Google’s Sky View is pretty cool, too, though. The Microsoft Researchers found a better way to stitch together all the databases and display them than Google’s team has.

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Slowfood, slowine…

Monday, February 25th, 2008

Ecco, mi pare una buona idea. A dire il vero mi è sempre parsa una buona idea: abbassiamo il ritmo. O almeno proviamoci.
Mi dispiace non essere di recente riuscito a commentare un post di Suzukimaruti (de “l’impossibilità/opportunità di abbassare il livello dei nostri consumi”, sarebbe stato il mio tema) proprio trattando l’argomento.
Ma veniamo alla notizia.
Alcuni produttori di vino, in Francia, hanno deciso che le loro preziose bottiglie verranno trasportate (in Inghilterra ma anche in Canada, prossimamente) da un bellissimo veliero – il tre alberi Belem – come si faceva fino alla fine del 1800.
In Francia sembra esserci grande sensibilità al tema degli investimenti “verdi”. Tanti piccoli contributi…non si sa mai… E in fondo qualche piccola rinuncia ci può anche stare.

“There is a lot of interest in green investments in France,” said Albert. Ships will return to France with an equivalent tonnage of crushed glass for recycling into wine bottles at factories in Bordeaux and Béziers. Despite the time involved in transporting it, the wine should also remain relatively cheap, at between €7 and €20 a bottle.”

Understanding Art For Geeks

Wednesday, January 23rd, 2008

Proprio oggi pensavo di fare un po’ di pubblicità (ma non che ne abbia bisogno, eh?) a PaulTheWineGuy, per la sua spendida “rubrica” Understanding Art For Geeks, una delle poche distrazioni che mi concedo quotidianamente. Ma a quanto pare ci dovrà già pensare senza il mio modesto aiuto a tenere assieme i pezzi del suo server, se anche solo la metà di quelli che sono andati a vedere le sue foto/artwork dopo la segnalazione di Slashdot, decideranno anche di fare una visita al suo blog.

Una delle mie preferite è questa.

Understanding Art - Galileo - Citation Needed

Galileo facing the Roman Inquisition
Cristiano Banti, 1857
Oil on canvas
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