Archive for the 'politica' Category

Il più grande degli ultimi 150 anni…

Thursday, September 17th, 2009

Sono evidentemente il più grande arrotatore di roncole che si sia mai visto nella striscia di Gaza dalla grande crisi del ‘29. Chi lo nega è un complottista senza vergogna al soldo delle sinistre.

No, non è l’ultimo proclama di Berlusconi. E’ sono una cosa che ci assomiglia, creato automaticamente dal Generatore automatico di proclami di Berlusconi.

Quindi, alla fine…

Saturday, July 25th, 2009

…Mr. B avrebbe semplicemente detto l’ennesima minchiata (ammesso che sia sua la voce registrata al telefono).

Villa Certosa Ghedini al Pd: «Non ci sono tombe fenicie»
Un’interrogazione al ministro dei Beni culturali Sandro Bondi sull’ipotesi di ritrovamento di 30 tombe fenicie nella villa in Sardegna del premier Silvio Berlusconi è stata presentata [...] L’interrogazione ricorda che in base al Codice civile i beni archeologici «fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato». Il Codice dei Beni culturali, poi, che chi sia protagonista di questo tipo di ritrovamenti, «ne faccia denuncia entro 24 ore» alle autorità competenti. [...] «Un’altra miserabile storia – replica l’avvocato Niccolò Ghedini -. Mai il presidente Berlusconi potrebbe averne parlato, perché mai nulla di simile si trova o è stato rinvenuto nell’area di Villa Certosa».

Mutui casa al 5%

Tuesday, July 21st, 2009

Ciao!

Vuoi un mutuo casa al 5%? Non c’è problema! Non fare come tutte quelle teste di cazzo che pagano le tasse ogni anno! Evadi il fisco, portando i tuoi capitali all’estero. Esatto, in un bel paradiso fiscale. Tanto poi il Ministro Tremonti te li farà rientrare in Italia, e – non è pubblicità – pagando solo il 5%!

Tutto vero siori e siore

Ah, dimenticavo una nota importante: va bene anche se i tuoi proventi sono frutto di attività illecite! Cosa? Chiedi se sono inclusi illeciti come la bancarotta? Ma cerrrrtamente! Non ci facciamo mancare niente!

E non dare retta a quelle Teste di Cazzo ™ dei giornalisti che ci fanno domande impertinenti sulla legittimità di provvedimenti del genere!

Allora, che aspetti? Approfittane subito!

Attenzione: l’offerta è attualmente al vaglio del CdA. Abbiamo fatto di tutto per farla passare, compreso nasconderla dentro un accoratissimo provvedimento anticrisi con qualche postilla a beneficio dei terremotati dell’Aquila. E per assicurarci della riuscita, abbiamo imposto un voto unico.

Attenzione/2: Care giovani coppie che non potete permettervi la casa specie nelle grandi città (che poi sono le uniche dove si trova – ogni tanto – un po’ di lavoro), e che non potete approfittare dell’offerta su citata…..ci dispiace, ma saranno cazzi ancora più amari. Infatti è molto probabile che i fiumi di denaro (lavato, più che pulito) che rientreranno in Italia grazie a questa bella trovata, molto probabilmente verranno investiti nel mattone, mantenendo quindi alto il mercato immobiliare. Abbiate pazienza, ma sono veramente un mucchio di soldi (e di voti).
EDIT: Forse non tutto è perduto. Forse.

Due regole per la politica

Wednesday, July 8th, 2009

Credo sinceramente che alla nostra politica servano regole nuove. Le servirebbe anche un’etica, che richiami soprattutto a quel compito istituzionale della gestione della cosa pubblica, priva di ogni conflittuale interesse privato. Ma a quanto pare questo è un aspetto talmente lontano dalla realtà attuale da celarsi spesso sotto l’orizzonte.

Altre cose invece non si celano affatto, grazie anche alla stupida esuberanza dei protagonisti. Hai voglia a suggerire “basso profilo”…

E’ ancora fresca la questione del coro razzista intonato dal parlamentare leghista* Matteo Salvini.

Ora, ipotesi di reato a parte, mi sembra veramente una cosa indegna per il nostro paese avere un personaggio del genere come rappresentante. Ma vabbè, qualcuno lo avrà votato, vuol dire che mediamente ce lo meritiamo.

Leggere ieri delle sue dimissioni da parlamentare mi ha fatto per un attimo sperare in un sano gesto di dignità personale. Per una attimo, appunto.

Scopro stamattina che l’unico motivo per cui questo non-italiano (lo dice lui, eh?) si è dimesso da parlamentare, è che proprio ieri scadeva l’opzione per scegliere fra il Parlamento Italiano e quello Europeo. Eh sì, perchè questo signore si è anche candidato (ed è stato pure eletto: errare è umano, ma perseverare è da pirla) pure al Parlamento Europeo.

Ecco, secondo me non va bene. Per niente. Ed ecco la prima regola:

Un Parlamentare della Repubblica Italiana, prima di candidarsi ad altra poltrona politica (Europea, Regionale, Comunale…consiglio di quartiere!) deve dimettersi. Al momento della candidatura, non al momento dell’elezione.

Non sono un giurista né tantomeno un costituzionalista, per cui la mia visione potrebbe essere per qualche motivo errata, ma vi prego, spiegatemi perchè questa basilare regola non debba essere applicata in uno stato civile.

E veniamo subito alla seconda regola:

Nessun candidato a qualunque posizione può candidarsi in più di una circoscrizione.

Le liste che hanno in cima “uomini immagine” si prestano infatti a due violente manipolazioni: la concentrazione dell’immagine favorisce l’uso e l’abuso dei mezzi di propaganda (quando un bel comizio in piazza del candidato locale sarebbe certamente più democratico). In secondo luogo, chi decide la composizione del parlamento sono allo stato attuale le direzioni dei partiti, e non gli elettori.

Come detto servirebbero centinaia di altre regole. Me ne suggerite una o due?

*il poco onorevole Salvini si proclama padano e non italiano, quindi non capisco perchè debba sedere tra i banchi del Parlamento di uno Stato che non riconosce.

La corsa a (scaricare) il dollaro

Wednesday, June 17th, 2009

Le notizie, almeno sulla stampa italiana, sono ancora scarsissime, mentre le agenzie internazionali qualcosa raccontano, ipotizzano, immaginano…

Se volete farvi un’idea, potete leggere questo resoconto di un blogger che etichetta il caso come “The Italian Incident”.

Molto in sintesi: due giapponesi si sono fatti beccare sulla frontiera Italia-Svizzera (a chiasso) con due valige nel cui doppiofondo erano nascosti (per quanto si possano nascondere due giapponesi in un treno di pendolari europei) ben 134,5 Miliardi di dollari in titoli di stato (treasuries) del governo americano. Peraltro dei titoli di stato che per loro natura non vengono mai consegnati a clienti generici, ma appartengono tipicamente a banche centrali. Si tratta infatti di “pezzi” da 500 e 1000 Milioni di dollari.

Le ipotesi

Il blog che ho linkato fa un’ipotesi un po’ azzardata: il governo giapponese sta cercando di scaricare sul mercato nero quasi un terzo del suo credito in treasuries americani, nel tentativo di non svalutare lo stesso dollaro facendo la stessa operazione alla luce del sole.

Fanta-finanza? Chissà…

Fiat-Chrysler a rischio, ma non diciamolo!

Tuesday, June 9th, 2009

Non riesco sinceramente a capire perchè la notizia stia passando così in secondo piano.

Dopo l’enfasi con cui questa operazione è stata annunciata, adesso che l’accordo sembra a rischio mi sarei aspettato una maggiore copertura mediatica.

Non so quanti di voi siano infatti riusciti a scoprire che a causa dell’opposizione di un sindacato, non respinta da una corte di giudici, l’accordo è stato bloccato. E questa cosa potrebbe anche far scadere i termini per le intese, fissati per il 15 giugno. Casualmente la stessa data in cui Mr. B. incontra finalmente Obama.

Mah…

EDIT: rischio superato, e “Nozze ufficiali”, finalmente.

I problemi dell’Italia: l’Ignoranza

Wednesday, February 11th, 2009

Sono tanti i problemi che affliggono la mia povera Italia, come ama dire il Prof. Fuggetta.

Ma tanti tanti tanti, specie in questo periodo. E io comincerei con uno di questi, l’Ignoranza. Scritto proprio così, con la I maiuscola. E’ un tema delicato, perchè in fondo si corre il rischio di scadere facilmente nel classismo: “non tutti hanno le stesse possibilità” e “tu sei fortunato perchè hai una famiglia che ti ha fatto studiare” e…sì, è facile. Ma dobbiamo provarci lo stesso.

Ecco, c’è l’ignoranza diffusa, quella che fa sì che 8 milioni di cittadini (amesso che i dati siano veri) stiano a guardare il Grande Fratello; che poi è la stessa che rende problematico il tema del conflitto di interessi. Già, perchè se uno ha – mettiamo il caso – il controllo di un numero cospicuo dei mezzi di informazione, ed è libero di utilizzarli a proprio piacimento, allora è facile pilotare una massa di ignoranti (nel senso che ignorano…).

Ma stasera vorrei parlare dell’Ignoranza, quella con la I maiuscola, dicevo. L’Ignoranza che nella fattispecie stanno dimostrando i nostri governanti, mentre discutono in Senato una legge che è una vera schifezza, sia sotto il piano tecnico, sia sotto quello giuridico; per non parlare di quello sociale, facendoci fare peraltro una figura barbina a livello internazionale. Credo che, come spesso accade per i temi di cui è padrone, l’analisi più lucida sia quella di Stefano Quintarelli, e a lui rubo i passaggi più significativi. Però consiglio di leggerla tutta, la sua analisi.

Ambito della Legge

L’osservazione di Stefano è qui molto puntuale, e corredata da un esempio significativo.

istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi”:  mi pare decisamente troppo ampio. Nel codice penale mi risulta che ci sono due reati che parlano di “disobbedienza alle leggi”: 226 che riguarda i militari e il 415 c.p. quest’ultimo parla di istigazione a disobbedire alle leggi di ordine pubblico e di istigazione all’odio tra classi sociali. Tra “disobbedire alle leggi” e “disobbedire alle leggi di ordine pubblico” mi pare ci siano ordini di grandezza di differenza! Esistono leggi per gli orari di accensione del riscaldamento. Se scrivo “bisognerebbe accendere il riscaldamento piu’ di quando stabilito e mettere la temperatura a piu’ di quanto stabilito” e’ una istigazione alla disobbedienza delle leggi.

E’ abbastanza preoccupante la vaghezza con cui viene definito appunto l’ambito. Ma non è la cosa peggiore…

Via telematica o “siti web”?

Con il testo attuale – segnala sempre Stefano – qualunque tipo di comunicazione che avvenga attraverso la rete potrebbe dover essere censurata, è questo è un bel problema. E’ un problema perchè è di fatto impossibile monitorare in tempo reale….oh mio dio! Ecco il punto! (Ok, some emphasis added!) Il punto è che l’obbligo per il fornitore di filtrare (che brutta espressione!) i contenuti inappropriati significa essere autorizzato a guardarci dentro! E questa è una cosa inaccettabile!

E a dirla tutta potrebbe rappresentare un grossissimo problema per i provider. E come tutte le norme fatte male, procureranno un danno agli onesti, e non faranno alcun male ai cattivi, che già oggi possono impedire ai propri provider (tunneling, VPN, HTTPS…) di guardare dentro ai loro pachetti elettronici.

Il regolamento

Ma cazzo! Siamo stati tutta la settimana a discutere di norme costituzionali, del fatto che il Governo non possa scavalcare il Parlamento e la sua sovranità nel legiferare (se non fosse stato semplicemente il suo dovere, avrei detto “Napolitano santo subito!), e che facciamo? Mettiamo una legge wirdcard che rimanda alla totale discrezione di un Ministero la definizione delle regole (peraltro modificabili come e quando vuole?). Almeno, così la vedo io…vi prego, correggetemi!

Infine, cosa fare?

Il Popolo è ancora sovrano in questo paese (io ci credo, altrimenti sarei già andato via), e può fare solo una cosa, farsi sentire dai propri rappresentati. Sempre sul blog di Stefano trovate l’elenco delle email dei parlamentari. Mandate (e fate mandare ad altri) una email al vostro rappresentante. Un esempio del testo potreste trovarlo qui.

On.le …..

Le scrivo in merito all’emendamento 50 bis (Repressione di attività di apologia o incitamento di associazioni criminose o di attività illecitecompiuta a mezzo internet) del sen. Gianpiero D’Alia -Udc-, introdotto nel decreto Sicurezza e approvato al Senato [resoconto stenografico seduta 143]; è importante che in sede di Camera dei deputati si prenda in considerazione l’opportunità di valutare concretamente tale proposta di filtraggio dei flussi di dati, anche con l’ausilio di pareri tecnici di strutture preposte (ad esempio Autorità delle Comunicazioni, Fondazione Bordoni -il “thinktank” del ministero-).
È importante si capisca che: NON ESISTE ALCUN MEZZO TECNOLOGICO, per quanto complesso e costoso, che consenta di impedire ad un utente determinato di comunicare via internet con un altro utente o macchina.
L’unica possibilità sarebbe vietare la comunicazione digitale tout-court.
Devono essere rispettate le garanzie fissate dalla nostra Costituzione: “La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili” e ancora “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”; con le norme introdotte con l’art 50 bis, per colpire un illecito, si correrebbe il rischio di attuare una vera e propria censura.
Mi auguro che proprio attraverso la rete sia possibile fare chiarezza per rivedere l’emendamento, partorito frettolosamente in risposta all’emergenza dei gruppi deviati su Facebook.

Cordiali saluti,
ecc.

E naturalmente, se lo ritenete utile, diffondete la notizia come potete. Ci sono già dei gruppi su Facebook, ad esempio (anche se sono annegati fra dozzine di gruppi stupidi), ma ci sono anche tanti forum e bacheche dove probabilmente la discussione prenderà piede nei prossimi giorni.

EDIT: Aggiungo il post di Stefano, che mi pare condivida il pensiero espresso qui.

Il contratto di Obama con gli elettori

Thursday, January 22nd, 2009

Chi non si ricorda il famoso contratto che Berlusconi firmò in diretta durante Porta a Porta?

Il suo alter ego statunitense di contratti non ne ha firmati, ma è come se lo avesse fatto: durante il periodo elettorale ha fatto molte promesse, e difficilmente i suoi elettori se le scorderanno.

Ma ad aiutare quelli con la memoria corta c’è l’Obama-meter: un sistema che tiene traccia di tutte le 510 (cinquecentodieci!) promesse fatte da Obama agli elettori, distinguendo quelle mantenute (Promise Kept, già 6 nel momento in cui scrivo) da quelle In the works, da quelle per le quali non è stato fatto ancora nulla.

Promessa mantenuta o no?

Promessa mantenuta o no?

 

 

Madonnina quanto vorrei avere una cosa uguale anche per i nostri politici!

[segnalazione di Gianluca Neri]

Il discorso inaugurale di Obama. Il testo completo su Time.com.

Tuesday, January 20th, 2009

Su segnalazione di Antonio, qui trovate l’address, la traccia del discorso di Obama al mondo. Per qualche minuto l’ho seguito in diretta su CNN Live.

Mentre ascoltavo questo signore con la voce ferma e profonda, pensavo che potremmo in effetti essere vicini ad un momento di importante cambiamento. Più di quanto non abbia pensato fino ad adesso.

Sfoglierò quelle 4 pagine di discorso, sul Time, e vi consiglio di fare altrettanto.

My fellow citizens: I stand here today humbled by the task before us, grateful for the trust you have bestowed, mindful of the sacrifices borne by our ancestors. I thank President Bush for his service to our nation, as well as the generosity and cooperation he has shown throughout this transition.
… 

Leggi il resto del discorso inaugurale di Obama su Time: Obama’s Inaugural Address: Full Text

Regolamento Attuativo Codice della Nautica – lettera aperta di Nunzio Incorvaia

Friday, January 9th, 2009

Un po’ perchè è un amico (oltre che un collega!), un po’ perchè il tema mi interessa parecchio, e un po’ anche perchè da qualche tempo il tema vela sembra essere trascurato in queste pagine, mi associo al tam tam che sta riproponendo la lettera che Nunzio Incorvaia, a nome dell’Associazione Italiana Scuole di Vela, ha scritto per denunciare alcune significative storture nel recente Regolamento Attuativo del Codice della Nautica.

Per centrare un attimo il punto, la questione più rognosa è il dazio che le scuole di vela sono costrette a pagare alla Federvela ed alla Lega Navale, ed in particolare il fatto che questo dazio (nella forma di un “esperto velista” certificato appunto da FIV o LNI) non sia stato ancora formalizzato e definito, rendendo di fatto impossibile per una scuola di vela ottemperare all’obbligo imposto dalla legge.

Qui sotto il testo integrale della lettera.

“Egregi Redattori,
vi scrivo a nome dell’Aisve, Associazione Italiana Scuole di Vela, per denunciare i nefasti effetti, dall’introduzione del nuovo Regolamento Attuativo sulla nautica da diporto, intervenuti nella vita della maggior parte delle scuole di vela italiane. Il regolamento, entrato in vigore lo scorso 21 dicembre, definisce come imprescindibile la presenza nella scuola nautica di un non meglio identificato Esperto Velico, qualifica certificata dalla FIV o dalla Lega Navale.

A tutt’oggi, nonostante alcune capitanerie abbiano intenzione di attuare, direi giustamente, questa parte del regolamento, ne’ FIV ne’ Lega Navale hanno definito in modo chiaro cosa i professionisti del settore debbano operare per rientrare nella norma. C’è stato in vero, poche ore prima della messa in vigore del regolamento, un laconico comunicato della Lega Navale che definiva in modo vago e senza date certe un’ipotetica sanatoria che comunque arriverebbe tardiva rispetto all’entrata in vigore del regolamento stesso.Infatti, almeno al momento della presente, non esistono in attuazione, modalità, corsi o strutture adibite, da Fiv e Lega Navale, allo scopo di formare e/o riconoscere gli Istruttori di Vela per la Patente Nautica. 

Dichiaro questo in base alle richieste rivolte personalmente e dalla Associazione tutta a Capitanerie, Uffici Provinciali preposti al controllo e alla verifica delle attività citate, alla Federazione Vela, alla Lega Navale e al Direttore Generale per il Trasporto Marittimo dott. Pujia. In ogni caso tutte le necessità di chiarimento hanno sempre avuto esito negativo.

Non sto a elencare le problematiche che, a questo punto, dovranno affrontare le Capitanerie, le Province, gli Uffici della Motorizzazione Civile e, soprattutto, le scuole nautiche, in seguito al caos generato dall’impossibilità di poter assumere un corretto atteggiamento all’entrata in vigore della legge.Invece mi preme sottolineare con drammaticità questa impreparazione, dovuta certo non a carenze da parte del Ministero a questo punto, ma esclusivamente da parte degli Enti preposti.

Già in passato avevamo avuto occasione di stigmatizzare la paradossale situazione che vede il mondo della vela didattica formalmente aggregato attorno a due soli Enti. Questi ultimi, autorizzati dalla legge, non rappresentano in alcun modo gli imprenditori del settore e, men che meno, la totalità dei praticanti che svolgono tante diverse attività . Considerate che solo nelle scuole nostre associate contiamo più di 40000 praticanti ogni anno.

E’ facile comprendere come l’impreparazione all’avvento del regolamento da parte della Federazione Italiana Vela sia dovuta a una scarsa competenza tecnica in materia di patenti nautiche, settore didattico con il quale la FIV non si è mai confrontata prima. Inoltre, passando a valutare le credenziali della Lega Navale, questa è stata nominata quale validatrice di istruttori pur essendoci un chiaro conflitto d’interessi. Infatti la Lega Navale è essa stessa uno degli operatori di mercato delle Patenti Nautiche.

A fronte di tutto ciò, come al solito, sono le scuole che ne pagano le conseguenze dovendo assoggettarsi a inutili validazioni da parte di soggetti che, o per assenza di competenza nel caso o per conflitto d’interessi palese, non dovrebbero averne titolo. Ho chiesto ufficialmente chiarimenti al riguardo direttamente al Ministero preposto ed attendo un riscontro chiarificatore. Nel frattempo vi chiedo, cortesemente, di stigmatizzare attraverso gli organi che gestite questo problema non da poco per le scuole nautiche italiane.

La diffusione delle vela e della nautica in generale è già troppo ostacolata dalla carenza di infrastrutture e dalle difficoltà imprenditoriali che chi opera nel nostro settore deve subire. Aggiungere nuovi impedimenti, sia ben inteso non scorretti in linea di principio, ma gestiti in modo non consono al mondo imprenditoriale che li deve recepire, infligge un nuovo colpo alla struttura di uno scafo che spesso naviga a vista grazie soltanto alla passione e all’amore per il mare che, chi vi opera, esprime ogni giorno”.

Nunzio Incorvaia