La vera multicanalità

Tre o quattro anni fa era una sperimentazione citata in una tesi di laurea di Disegno Industriale, fatta dalla NTT Docomo, sempre all’avanguardia nel settore della telefonia.

Oggi però esiste davvero un meccanismo per passare da un canale all’altro in maniera trasparente.

Lo usa ad esempio la Gazzetta dello Sport, con una realizzazione fatta in collaborazione con il Cefriel. Il sistema si chiama Gazza & Play (ok, sull scelta del nome hanno un po’ risparmiato…) e funziona più o meno così: a fianco ai vari articoli del giornale, o almeno ad alcuni di essi, ci sono dei barcode bidimensionali, che possono essere fotografati con la fotocamera del cellulare, e tramite un software scaricabile gratuitamente essere associati ad un codice che vi porta ad un approfondimento, su un sito mobile sempre della Gazzetta.

8 thoughts on “La vera multicanalità”

  1. Roberto, credo che tu debba provare a vedere il servizio decontestualizzato dal tema “notizia”, ma pensarlo per applicazioni di svariato tipo.
    Te ne racocnto due: una citata nella tesi di laurea a cui accennavo, ed una che mi è venuta in mente apposta.
    Pensa ad esempio se lo stesso tipo di meccanismo potesse essere associata a prodotti di cosumo, stampata sulle confezioni. “Fotografandolo” potresti accedere al sito del produttore per avere altre informazioni, oppure ad un sito tipo “Froogle” per scoprire prodotti sostitutivi. In questo caso si passa da un offline che ti da pochissime informazioni (la confezione) ad una fonte più ricca (a differenza dell’esempio della Gazzetta che è “news vs. news”).
    Altro esempio (che mutuo dall’uso degli hypertag): pensa di essere davanti ad una locandina di cinema, a Roma, e decidere che vuoi andare a vedere, chessò, Iron Man, che è già nei cinema. Ecco, se la locandina avesse un barcode come questo potresti usarlo per accedere direttamente alla pagina di un sito web che ti da la programmazione nei cinema della città nella quale ti trovi. Che te ne pare?

  2. Mi pare che l’ultima ipotesi sia piu interessanti..quello che non mi convince è il procedimento, complesso secondo me per molti…anche solo apprenderne l’abitudine. Questo è il paese che gli sms li ha scoperti dopo anni che c’erano i gsm, e che parla del t9 adesso.

    Poi io spero assolutamente di sbagliarmi, che di innovazione nel paese ce ne vuole..solo che sono scettico…

  3. Touché: per l’innovazione bisogna anche essere pronti. Sottolineavo solo come il passaggio da “media offline” a “media online” sia relativamente …banale. E per di più per gente estremamente interessata che vuole un approfondimento.
    Ma lo stesso tipo di tecnologia abilita ad altri tipi di “salto di media” potenzialmente molto più interessanti. Attendo di conoscere i dati di diffusione del “lettore software” che va installato sui cellulari, per avere un’idea. Ma come dici giustamente tu, un po’ ci sarà da aspettare.

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