Product Placement (ovvero le “marchette” al cinema!)

Ieri ho visto The Island, un b-movie (neanche troppo “b”) del 2005 che racconta di un futuribile scenario a la Matrix in cui inconsapevoli cloni sono tenuti segregati in un bunker-laboratorio dal quale solo alcuni usciranno vivi, e con non poche difficoltà.

Il film è appena guardabile (nella mia personalissima scala) grazie più a un discreto Ewan McGregor che ad una scialba Scarlett Johansson (che poi lo sapete, a me le bionde sembrano sempre tutte un po’ scialbe!).

Esaurito il commento cinematografico, veniamo all’aspetto pubblicitario. Il Product Placement – molti di voi lo sapranno – è la tecnica che consiste nell’inserire all’interno di una scena un prodotto ben riconoscibile, oppure una marca, o qualunque cosa che faccia marketing. La cosa andrebbe fatta per essere notata, ma non troppo, per non alterare la percezione dello spettatore.

Ho beccato il film in TV, iniziato da un pezzo. I due atletici protagonisti si sfidano in una realtà virtuale in cui campeggia in bella evidenza l’inconfondibile logo della console per giochi di Microsoft.

Poco più avanti, anzi…un bel pezzo più avanti, quando i due protagonisti sono già fuori di prigione, per le vie di Los Angeles, fanno una ricerca nell’elenco telefonico, usando…..MSN Search!

Cambio scena: a casa del McGregor-Originale (Tom Lincoln) il video-telefono-IP della Cisco si mostra in tutto il suo splendore. Beh, almeno in quello che si presume avrà nel 2015! E i telefoni di quasi tutte le scrivanie sono della stessa marca.

Ma arriva la chicca finale, che non poteva sfuggire al mio occhio di appassionato: la “nave” che il protagonista sogna, e che il suo “sponsor” (si chiama così, nel film, il riccone che decide di farsi fare un clone) disegna, non può che essere quella di un mostro del mare, come il Wally Power 118, della italianissima Wally Yachts (la sede è nel Principato di Monaco, ma se il fondatore si chiama Luca Bassani ci sarà un motivo…).

Incuriosito da tale sovrabbondanza di “marchette”, vado a fare una ricerca, per scoprire che ci sono quasi 30.000 risultati in Google dove “product placement” è associato a “The Island”. Ci sarà un motivo, insomma. E infatti scopro che le segnalazioni sono tantissime, che alcune mi sono sfuggite (tutti i cloni reclusi indossano abbigliamento Puma, e bevono una marca di acqua molto famosa negli USA), e che la produzione ha “tirato su” ben 850.000 dollari (ottocentociquantamila!!!) con questo scherzetto!

Potere delle marchette!!!

PS: vediamo chi di voi si ricorda qualche recente marchetta, ehm…product placement di un certo livello… Che ne so, Ducati vi dice niente? (E non è una che può sfuggire ai nerd, questa!)

6 thoughts on “Product Placement (ovvero le “marchette” al cinema!)”

  1. Bravissssima! Credo fosse per il lancio della 999R! 😉

    @Stefigno: è uno studio fantastico, per le barche a vela. Le ultime due di Tronchetti sono Wally, lo sai?
    Certo, quel mostro a motore è una cosa pazzesca…

  2. Azz…@enkeli, hai ragione, quello è un altro film pieno zeppo di marchettine varie.
    Ma voi ve lo ricordate Jerry Calà che tiene il pacchetto delle Muratti come un cretino davanti alla telecamera?!? :)

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