6 mesi

Una delle pause più lunghe, nella frammentata vita di questo blog.

I blog sono morti? Non lo so, ma di sicuro è di molto diminuito il tempo che io riesco a dedicare a questa attività.

Bovinità Fiscale

Equità Fiscale. Un concetto abusato. Io parlerei piuttosto di Bovinità Fiscale.

Il sistema fiscale di un paese dovrebbe essere semplice ed equo.

Semplice, per evitare che parte dei ccontribueti, nell’impossibilità di comprenderne appieno i meccanismi, possano incappare in errori ed essere di conseguenza penalizzati (quindi essere semplice al fine di essere equo).

Equo, per ovvie ragioni, alcune delle quali consolidate nella nostra Carta Costituente.

L’IMU non è un tributo equo. Per tanti aspetti, probabilmente. Quello più clamoroso è legato al fatto che il proprietario di un immobile (e solo di quello) lo paga come “seconda casa”, se per qualche motivo, pur vivendoci, non ci ha ancora trasferito la residenza.

Non è equo perché in casi come questi si sommano (inspiegabilmente) gli effetti di un’aliquota spaventosamente alta (per il comune di Roma è il 10,6 per mille) con l’impossibilità di apportare le detrazioni.

Follia. Poi ci si chiede il perché di tanti problemi.

Serrate gli ormeggi

Vedete queste simpatiche freccine con la coda fatta di quattro linee? Sapete cosa vogliono dire?

Vogliono dire che se avete la barca ormeggiata da quelle parti e meglio serrare davvero bene gli ormeggi.

O vendere la barca.

Tempesta sulla Norvegia

 

Desaparecido

Scomparso. Sparito.

Scomparso dal web almeno. Certamente da quello fatto di contenuti. E questo include non sono questo generalissimo collettore di pensieri e segnalazioni, ma anche il social network aziendale, dove il mio ranking non mi classifica più nel team guida.

Facebook inesistente (ma i quel caso è una scelta consapevole) e twitter abbastanza fermo, diciamo sui livelli di un anno fa. Non si muove neanche Vela in Croazia, e forse è la cosa che mi dispiace di più.

Ok, è stato un semestre certamente particolare, ma la verità è che con l’autunno è arrivato un nuovo incarico, molto impegnativo, che assorbe ogni centesimo delle mie energie. E continuerà a farlo, almeno finchè non troverò modo di cambiare le regole del gioco. A favore non mio, ma dell’efficienza.

Regression Testing

Test di Regressione, ovvero la pratica di eseguire una intera serie di test sul codice pre-esistente, in occasione di ogni nuova modifica apportata, alla ricerca di un potenziale errore introdotto con la modifica stessa. Sistemo il nuovo, rompo il vecchio. Capita più spesso di quanto possiate immaginare.

La pratica della Continuous Integration, e soprattutto dell’esecuzione automatica dei test aiuta molto, ed è ormai diffusa nelle software house anche di piccola o media dimensione.

Allora proprio non mi spiego perché questo errore nel codice del Google Reader ricompaia periodicamente.

Errore di Regressione
Errore di Regressione

Che succede ad Unicredit?

Un ironico tweet di un amico ed i commenti di altri mi fanno capire come il mondo reale sia spesso particolarmente lontano, in termini di conoscenza, da quello della finanza.

Che succede ad Unicredit?
Che succede ai correntisti di Unicredit?

In Italia qualunque conto corrente è “coperto”, fino alla ragguardevole cifra di 100.000 euro, da un fondo rischi garantito dalla banca d’Italia, o dallo stato stesso.
Quindi, anche in caso di fallimento dell’istituto, i correntisti possono dormire sonni tranquilli.
Chi in questo momento sta pagando, e forse pagherà ancora più caro nei prossimi giorni, sono invece gli azionisti, specialmente i piccoli.
Il titolo in borsa sta infatti scendendo vertiginosamente. Solo nell’ultima settimana ha lasciato sul terreno il 37% del suo valore. Questo è il risultato di una serie di fattori, non ultimo l’aumento di capitale in corso proprio in questi giorni. I grossi investitori stanno vendendo parecchio (e stanno vendendo anche i diritti di acquisto) con l’idea di finanziare l’aumento di capitale, probabilmente.
Certo, a questo livello di valutazione, un investitore estero molto danaroso (un’altra banca?) potrebbe pensare di acquisire il controllo di Unicredit. Non sto dicendo che succederà, sto solo dicendo che oggi questa operazione costerebbe un quinto (forse meno) di quanto sarebbe costata un anno fa.

Voglio una compagnia aerea

Dirigere (o possedere) una compagnia aerea non deve essere cosa facile di questi tempi. Costi dei carburanti alle stelle, concorrenza dei vettori low cost…insomma, un sacco di rogne.

Prendiamo poi i problemi tecnici. Può capitare, come è successo a me ieri, 07/11/2011 con il volo CTA-FCO delle 13.00 operato da BluExpress (BV1769), che, a metà imbarco, per un presunto problema tecnico interrompano l’imbarco, cancellino il volo e ci facciano partire con 5/6/7 ore di ritardo.

Non ho davvero idea di quanto possa essere grave il problema tecnico e quanto costi al signor Blu Express la riparazione. Ho però una vaga idea di quanto ci abbia guadagnato. Invece di far volare due voli pieni al 55% ne ha fatto volare uno pieno al 100% (diciamo…circa 12.000/15.000 euro di risparmio? Se qualcuno ha idea di quanto possa costare un volo Catania Roma me lo faccia sapere, adeguerò), a fronte di un costo pari a:

  • circa 100 buoni pasto da 5.20 € (520 €)
  • circa 8 passeggeri  riprotetti su Alitalia (diciamo 2000 €)

Potrei aver sbagliato le cifre, ma di sicuro un bel risparmio c’è, se non si considerano costi di immagine, ovviamente, e se questa cosa non costa nulla alla compagnia. Devo ancora informarmi se con 6 ore e rotte di ritardo ho diritto a qualcosa.

Ora, il fatto che io scriva questo non deve far pensare che io sospetti ache solo lontanamente che la cosa sia stata fatta apposta. Certo che il fatto che con il volo odierno, stesso CTA-FCO delle 12.00, si stia ripetendo (aggiornamenti in corso…) lo stesso film di ieri, fa quantomeno …..sorridere?

Al momento al gate sono segnate due ore di ritardo.

Buon viaggio…

UPDATE: Pare che oggi stia andando un po’ meglio. La maggior parte dei passeggeri (speriamo tutti) dovrebbero essere riprotetti su voli di altre compagnie, con un ritardo limitato a 3/4 ore.

Quantitative Easing

Si chiama così il meccanismo non convenzionale che una banca centrale utilizza quando quello convenzionale (la modifica, in questo caso la riduzione del tasso di interesse) è diventato inapplicabile.

Stampare moneta, detto in termini più nostrani, e con questa comprare asset finanziari di banche e Governi, serve a mettere moneta in circolo. Consente alle prima di aumentare magicamente la propria disponibilità (tra l’altro con “moneta sonante”, quindi incrementando il necessario Core Tier 1) ed ai secondi di non proccuparsi troppo del proprio debito a breve, dandogli quel respiro necessario per implementare qualche stimolo alla crescita.

Ma alla fine il conto chi lo paga?

Come si suol dire: ai posteri l’ardua sentenza.

Una cifra modesta

A quanto pare per B. la considerevole cifra di 500.000 euro rappresenta una “cifra modesta”. Per questo – spiega lui nella memoria resa ai PM che lo cercano – averla generosamente elargita ad un conoscente in difficoltà non deve destare stupore.

Ora, mi vengono in mente due riflessioni. La prima, come ho già detto, è che uno così difficilmente potrà avere l’effettiva percezione delle dinamiche economiche del 98% degli Italiani che pretende di governare.

La seconda, se vole più sottile, mi porta ad un pensiero verso quelle giovani signorine che, a quanto affermano in molti, gli si sarebbero concesse (anche intendendo eslcusivamente una castissima compagnia a cena) per, si dice, cifre che oscillano fra i 2.500 ed i 5.000 Euro.

E pensavo…

Per me una “cifra modesta”, cioè una somma che potrei essere disposto a regalare ad un conoscente (non un amico) in serie difficoltà(*), potrebbe essere diciamo 500 Euro. Poi ho pensato: è come chiedessi ad una ragazza di partecipare ad una festa, ed alla fine la pagassi, facendo le proporzioni, due euro e mezzo. 5 volendo essere generoso.

Fossi in quelle ragazze, io mi incazzerei non poco.

(*) Ai nostri scopi rientra nella definizione di difficoltà anche quella di chi, per scopi eticamente discutibili, avesse dilapidato 4 o 5 milioni di euro dalle aziende di famiglia.