Mentre scrivo Alinghi e Oracle stanno percorrendo il lato di ritorno di una regata che penso di poter tranquillamente archiviare – pur non avendola seguita – come noiosa, a dir poco.
Sento dalla radiocronaca che ci sono circa 3500 metri di separazione. 3-chilometri-e-mezzo. Circa la lunghezza di un grande campo da regata.
Non so ancora se diventerò un grosso fan di Google Buzz. In fondo c’è già FriendFeed a fare in sostanza lo stesso lavoro.
Ma se qualcuno si sognasse comunque di usarlo, provarlo, giocarci, raccomando come prima cosa di impostare i corretti livelli di privacy, fortunatamente personalizzabili per ognuno degli stream che volete condividere.
Che non vuol dire rinviata di giorni, ma solo di qualche decina di minuti, o di ore, in attesa che si formi almeno un minimo di brezza. In questo momento c’è esattamente zero vento.
Attendiamo. Sempre più perplessi.
Una partenza con vento molto leggero dovrebbe favorire molto il catamarano di Alinghi, almeno sulla carta.
Non dico che non sarà uno spettacolo, questo no. Ma non credo che sarà un vero spettacolo di vela.
Sia chiaro che non ci sono errori. Ci sono solo scelte, fatte da Challenger e Defender. Scelte che mi posso permettere di contestare.
La prima di queste è il fatto di aver impedito la partecipazione di altri consorzi. Sì, ok, la coppa è una questione fra detentore e sfidante, ma ormai da parecchie edizioni è consolidata la prassi di determinare lo sfidante con una libera competizione fra tanti consorzi, circoli, nazioni.
La seconda è quella di aver ammesso la partecipazione di questi mostri di 30 metri. Di larghezza!
Chi mi conosce da qualche anno sa che velisticamente parlando io sono nato proprio con i catamarani. Barche molto veloci, non troppo tecniche (di solito) e mediocri in bolina. Mi piacciono. Tanto. Ma non sono le barche giuste per fare una regata, soprattutto un match race.
Ma ormai è fatta. Mancano poco più di 72 ore, e potrete seguire la diretta su La 7, in chiaro, o anche sul web (toh, che strano, le TV non hanno fatto a gara ad accaparrarsi i diritti!).
Tutti oggi parlano dell’iPad. Anzi, ne parlavano anche quando l’iPad non c’era!
In perfetto tempismo con l’imminente WWDC (La Apple World Wide Developer Conference), mi pare il caso di richiamare la vostra attenzione su questo precedente post, contenente l’annuncio, il lancio, la promessa del nuovo prodotto…nel più classico degli stili Apple.
Notate bene, il post è del Gennaio 2007!
Se vi sentite presi in giro dalla headline, mi spiace, vi capisco, ma la tentazione era troppo forte!
Ri-quoto:
Do you like Apple products? Do you live for every product announcement, every incremental upgrade, every rumor and fake screenshot? Then, get ready for iProduct!
Mentre fate la presentazione ad una ampia e qualificata audience, segnalate ad ogni avanzamento di slide il concetto chiave anche via twitter, a chi vi segue con quel comodo strumento.
Alla fine della presentazione mostrate una slide che raccoglie tutti i commenti di risposta che vi sono arrivati, lasciando l’aula a bocca aperta.
Si può fare davvero, con una semplice macro (o due) ed un Flash incorporato nella presentazione.
Fortunatamente qualcuno ha già pensato a preparare il tutto, scaricabile da qui.
Anche questa volta Frank Cammas e i suoi devono ritirarsi.
A quanto pare una paratia dello scafo di sinistra ha ceduto, riducendo di parecchio l’integrità strutturale della barca. L’equipaggio ha ridotto la velatura e viaggia ad una decina di nodi nella speranza di raggiungere Capo di Buona Speranza (1700 miglia, mica poche), mentre imperversa la bufera e il mare si forma in conseguenza della depressione che li stava spingendo ad un ottimo passo verso il record.
Per il momento speriamo solo tornino tutti a casa sani e salvi.
L’uso di un’ala rigida al posto della vela non è una novità assoluta, ed in particolare per i multiscafi. I velocissimi “Classe C” la adottano come standard.
La particolarità di quella che vedete nel video è che è molto grande.