Due regole per la politica

Credo sinceramente che alla nostra politica servano regole nuove. Le servirebbe anche un’etica, che richiami soprattutto a quel compito istituzionale della gestione della cosa pubblica, priva di ogni conflittuale interesse privato. Ma a quanto pare questo è un aspetto talmente lontano dalla realtà attuale da celarsi spesso sotto l’orizzonte.

Altre cose invece non si celano affatto, grazie anche alla stupida esuberanza dei protagonisti. Hai voglia a suggerire “basso profilo”…

E’ ancora fresca la questione del coro razzista intonato dal parlamentare leghista* Matteo Salvini.

Ora, ipotesi di reato a parte, mi sembra veramente una cosa indegna per il nostro paese avere un personaggio del genere come rappresentante. Ma vabbè, qualcuno lo avrà votato, vuol dire che mediamente ce lo meritiamo.

Leggere ieri delle sue dimissioni da parlamentare mi ha fatto per un attimo sperare in un sano gesto di dignità personale. Per una attimo, appunto.

Scopro stamattina che l’unico motivo per cui questo non-italiano (lo dice lui, eh?) si è dimesso da parlamentare, è che proprio ieri scadeva l’opzione per scegliere fra il Parlamento Italiano e quello Europeo. Eh sì, perchè questo signore si è anche candidato (ed è stato pure eletto: errare è umano, ma perseverare è da pirla) pure al Parlamento Europeo.

Ecco, secondo me non va bene. Per niente. Ed ecco la prima regola:

Un Parlamentare della Repubblica Italiana, prima di candidarsi ad altra poltrona politica (Europea, Regionale, Comunale…consiglio di quartiere!) deve dimettersi. Al momento della candidatura, non al momento dell’elezione.

Non sono un giurista né tantomeno un costituzionalista, per cui la mia visione potrebbe essere per qualche motivo errata, ma vi prego, spiegatemi perchè questa basilare regola non debba essere applicata in uno stato civile.

E veniamo subito alla seconda regola:

Nessun candidato a qualunque posizione può candidarsi in più di una circoscrizione.

Le liste che hanno in cima “uomini immagine” si prestano infatti a due violente manipolazioni: la concentrazione dell’immagine favorisce l’uso e l’abuso dei mezzi di propaganda (quando un bel comizio in piazza del candidato locale sarebbe certamente più democratico). In secondo luogo, chi decide la composizione del parlamento sono allo stato attuale le direzioni dei partiti, e non gli elettori.

Come detto servirebbero centinaia di altre regole. Me ne suggerite una o due?

*il poco onorevole Salvini si proclama padano e non italiano, quindi non capisco perchè debba sedere tra i banchi del Parlamento di uno Stato che non riconosce.

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