Adesso siamo noi a dare qualche informazione a Google…

In realtà è così da sempre. Solo che adesso l’informazione rischia di essere un filo delicata.

Funziona così: voi dite a Google quanto velocemente vi state muovendo, e loro possono immaginarsi quanto traffico c’è sulla strada che state percorrendo. E naturalmente possono mettere a disposizione questa informazione anche per altri utenti. Più o meno.

If you use Google Maps for mobile with GPS enabled on your phone, that’s exactly what you can do. When you choose to enable Google Maps with My Location, your phone sends anonymous bits of data back to Google describing how fast you’re moving. When we combine your speed with the speed of other phones on the road, across thousands of phones moving around a city at any given time, we can get a pretty good picture of live traffic conditions.

La mappa del traffico
La mappa del traffico

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Maturità 2009, e i temi?

A breve li vedrete spuntare in tempo reale su parecchi siti.

Dalle discussioni fatte ieri on-line (su FriedFeed, perlopiù) sono emersi alcuni temi, fra cui quello della crisi economica. Si trattarebbe a mio avviso di un tema molto interessante da trattare, per diversi aspetti.

Innanzitutto è estremamente attuale. Ha risvolti sociologici – in particolare per le generazioni che affronteranno a breve il mondo del lavoro, quindi i neo-diplomati di oggi – di grande rilevanza, e per la sua diffusione è forse uno dei temi più globali, più di una guerra mondiale, per capirci.

Certo, il tema è anche molto complesso, nel senso che un’analisi completa richiede anche competenze di carattere economico e finanziario, nonchè una certa conoscenza delle dinamiche politiche internazionali, tutti fuori dalla portata della maggior parte dei 18-enni  (ma anche dei 30-enni, purtroppo, in base alle mie personalissime statistiche…). Scopriremo fra qualche ora quali sono i temi di quest’anno.

E se ci fosse anche un tema sui social network? Il fenomeno Facebook è stato sicuramente rilevante, soprattutto nella fascia d’età dei liceali. Ho i miei dubbi sulla capacità dell’esaminando (ma anche di chi giudicherà un eventuale tema svolto su questa traccia) di analizzare e commentare adeguatamente le dinamiche di comunicazione sociale legate all’uso di questi strumenti, senza perdersi in chiacchiere.

Easter Egg su Facebook

Ma da quanto tempo esiste questo scherzetto su Facebook? Fra le tante cose balorde di questo SN che sto abbandonando sempre di più, ora spunta anche la classica “sorpresa nell’uovo” (o come dicono gli ammeregani, un Easter Egg, appunto. L’ho scoperto per caso qui, ma immagino che esista da tempo. Ultimamente il time wasting non è esattamente il mio principale impegno… 😛

Andate sulla vostra home page, cliccate in un punto qualunque della pagina, premete questi tasti sulla tastiera: Su, Su, Giù, Giù, Sinistra, Destra, Sinistra, Destra, B, A, Invio. Poi fate di nuovo click, in un punto libero qualunque della pagina, col tasto sinistro o col destro, indifferentemente.

UPDATE: dopo aver fatto tutto il giochino, funziona anche con la pressione di un qualunque tasto. Ulteriore nota di cultura geek: mi fa notare Roberto che la sequenza corrisponde al Konami Code, già usato in diversi scherzetti del genere.

Easter Egg su Facebook
Easter Egg su Facebook

Cambia qualcosa nella ricerca di Google

Una cosa non troppo evidente e probabilmente non troppo significativa. Però è lì. E siccome si tratta di una pagina visitata parecchie milioni di volte al giorno, ecco, magari dal punto di vista del carico dei server cambia. O chissà quali motivi ci sono dietro…

Di che sto blaterando? Semplicemente di un piccolo ed ininfluente cambiamento (ancora non so se temporaneo o permanente) nel modo in cui Google visualizza i risultati di ricerca. Aggiungo anche che io l’ho notato solo adesso, ma magari è così già da qualche giorno o settimana…

Ok, ok, so che volete sapere di che sto parlando. Bene, date un’occhiata allo screenshot che ho catturato, qui sotto (click per ingrandire, se non fosse sufficiente la dimensione).

 

Una semplice ricerca su Google
Una semplice ricerca su Google

Visto? Che vi dicevo?

Ah, non avete notato niente? Ma la URL nella status bar, non vi sembra strana?

Precisiamo: è quella che Google ha sempre utilizzato, almeno da che mi ricordi io. Però fino a qualche tempo fa nella pagina c’era un javascript, attivato dall’evento “onMouseOver” sul link del risultato, che faceva comparire nella status sbar non quella url coi parametri di google (che altro non fa che fare il redirect, dopo aver plausibilmente conteggiato il click), ma la url di destinazione. Adesso invece viene esposta la vera url attivata dal click.

Qualcuno può confermare?

Google I/O 2009: Chi di voi vuole andare?

io2009Con relativa facilità ho ottenuto anche quest’anno un invito per uno degli eventi più interessanti e meglio organizzati che si tengano al mondo, ovvero la Google I/O Developer Conference, che si terrà il 27 e 28 Maggio prossimi, presso il Moscone Center a San Francisco.

Le sessioni previste sono interessantissime, almeno a giufdicare dai titoli. Personalmente andrei sicuramente a vedere quelle su App Engine (promettono di far capire come sviluppare le applicazioni più complesse, su questa piattaforma), su Chrome ed il futuro di HTML 5, e sui sistemi carto/geografici.

E’ probabile che quest’anno io non riesca ad andare, quindi ho deciso di mettere a disposizione il biglietto. A chi? A dire il vero non ho ancora deciso. Provate a lasciare i vostri suggerimenti qui, nei commenti. Dovrei farne “un contest”? Oppure “mettermi” a disposizione, cioè trovare qualcuno che mi paghi il viaggio in cambio del “report”?

In assenza di suggerimenti più interessanti, credo metterò l’invito, del valore di 400 Dollari, a disposizione di Silvia e Pietro, oppure di Roberto. Ammesso che se lo meritino, of course…

Scorporo della Rete? Quale Rete?

Gobba? Quale gobba?

Gobba? Quale gobba?

 

Il titolo è preso da una meravigliosa scena di Frankenstein Jr.

L’incontro di oggi pomeriggio con Luigi Vassallo, Chief Information Officer di Matrix, ha offerto davvero tantissimi spunti di discussione.

Si è discusso per lo più di IPTV, accennando anche agli scenari di altri paesi europei – come la Francia – dove i numeri di questo servizio superano di un ordine di grandezza quelli italiani, ragionando sulle motivazioni, gli ostacoli, i regolamenti…

C’è voluto poco perchè la discussione andasse al tema del possibile futuro scorporo della rete, da parte dell’operatore attualmente leader, cioè Telecom Italia. Tema del quale si discute tanto, ultimamente. Personalmente uso l’ottimo lavoro di Stefano Quintarelli, per monitorare la discussione.

In sintesi il tema è questo: oggi la capacità di penetrazione di un servizio come quello della TV su IP è fortemente legato alla capacità di trasportare i bit. In questo senso gli operatori (i carrier) sono chiaramente in una posizione di vantaggio. E in effetti quasi tutti fanno il cosiddetto triple play, cioè approfittano di tale posizione per legare l’utente con una offerta a pacchetto (bundle) che tipicamente prevede Voce, Connettività e Video. Da un certo punto di vista dovrebbe essere intuitivo il fatto che scorporando la rete, quindi consentendo l’accesso diretto a tariffe regolamentate a tutti gli operatori, la concorrenza si sposterebbe sui servizi, con conseguente vantaggio per gli utenti. Questa almeno è l’idea che si fa un profano come me.

Aldilà delle particolarità dei modelli di business in questa complicata filiera, ci sono degli aspetti tecnologici (limitiamoci a questi) che vanno approfonditi. Nello specifico, a che altezza tagliamo? A che strato della pila ISO OSI, cioè, la rete scorporata dovrebbe essere resa disponibile agli altri operatori? C’è un preciso motivo per preoccuparsi di questo tema, legato al fatto che il soggetto che opera la rete è l’unico che può garantire sulla stessa gli adeguati livelli di servizio, e soprattutto la Quality of Service, ovvero quei meccanismi – non presenti in maniera nativa negli attuali protocolli di rete – che permettono ad esempio di differenziare le varie tipologie di traffico (voce, video, internet browsing …) e gestire per ciascuna di esse le opportune modalità di trasmissione.

Certamente quello dello scorporo della rete sarà un tema molto caldo nei prossimi mesi ed anni, nei quali si deciderà la fortuna degli operatori (e di altri partecipanti al gioco) ma soprattutto la diffusione della banda larga e dei servizi interattivi nelle case degli Italiani. Mica roba da poco.

Gmail, attachment multipli, ed errori nell’upload

Le barre indicano il progresso nel caricamento degli attachment

Le barre indicano il progresso nel caricamento degli attachment

Da qualche giorno Gmail ha introdotto piccole novità nel servizio di webmail. Una delle più evidenti (e più utili) è la feature che consente di selezionare più attachment dalla stessa finestra, invece che doverlo fare file per file. Al tempo stesso l’interfaccia mostra una comoda progress bar che rende più semplice per l’utente capire che il sistema sta effettivamente caricando il file scelto.

 

Queste feature sono state implementate utilizzando Flash in un piccolo frame. Purtroppo però questa scelta non è esente da controindicazioni. Per chi come me lavora spesso dientro ad un proxy/firewall, il meccanismo di upload fallisce miseramente (o meglio fallisce l’autenticazione), e costringe pertanto ad utilizzare il meccanismo classico, la cui attivazione non è tuttavia immediata (anche se ben spiegata nella relativa pagina di aiuto).

La soluzione è semplice: dovete andare su Settings (Impostazioni, nella versione italiana) e poi su General. In basso, quasi in fondo, trovate l’opzione per abilitare o meno questo “upload avanzato degli attachment”.

Va detto che questo malfunzionamento si verifica solo con certi firewall/proxy server, e non solo con Gmail. Ad esempio nel caricare una immagine in un post su WordPress sono costretto a selezionare il tradizionale “browser uploader” invece della più evoluta versione Flash.

 

Modificate le impostazione se volete tornare ad utilizzare il meccanismo classico.
Modificate le impostazione se volete tornare ad utilizzare il meccanismo classico.

User Generated Content e Terms of Service: Facebook è da biasimare?

La risposta breve è . Perchè lo sostengo con tale decisione? In questo caso dovrete gustarvi la risposta lunga, qui sotto.

Una sola riga di premessa: qualche giorno fa Facebook ha cambiato le policy di licensing dei contenuti caricati dagli utenti. Le modifiche hanno scatenato un po’ il putiferio, nella blogosfera internazionale ed anche in quella italiana, soprattutto grazie al post di Giovy. Ne abbiamo parlato anche qui.

Scopro (via il polemico Scoble) che Amanda French ha fatto uno studio comparativo fra le policy di Facebook, MySpace, Yahoo! (relativamente al servizio Flickr), Google, Youtube, LinkedIn e Twitter, concludendo che non esiste equivalente alla porcheria che i legali di Facebook si sono inventati.

Conclusion? Go ahead and be outraged. Facebook’s claims to your content are extraordinarily grabby and arrogant.

Dal confronto con le altre policy Facebook non ne esce bene: quasi tutti i servizi specificano che la “proprietà” (ownership) del contenuto rimane dell’autore dello stesso. Inoltre tutti i siti specificano che la licenza che viene concessa al servizio (necessaria anche solo per poter memorizzare la foto) è limitata al tempo per cui il proprietario (l’utente) decide di farla valere. Se se ne va, decade la licenza.

Ma la cosa forse più grave – scopro dall’analisi della signorina French – è questa:

This one kills me: Facebook claims it can do whatever it wants with your content if you put a Share on Facebook link on your web page. Unbelievable–and unique, as far as I can tell. People can post links in Facebook to your content just by copying and pasting the URL, but if you want to save them a few keystrokes by putting a link or a widget on your site, Facebook claims that you’ve granted them a whole mess of rights.

Wait! Il fatto che io metta sulla pagina del mio blog un link “Condividi su Facebook” trasferisce tutti quei permessi alla società californiana?!? Ennò, non va assolutamente bene!