Mobili, blog, querele e censura

Non è bella la vicenda di Sergio Sarnari.

Non è bella perchè il povero ventinovenne (al tempo) con la moglie (quasi, al tempo) ne ha già passate abbastanza, fra ritardi ed esborsi nella sua storia legata all’acquisto dei mobili per la casa.

Non è bella perchè il povero Sergio rischia di doverci pure rimettere qualcosa, economicamente parlando, a causa del solo fatto di aver “denunciato pubblicamente” il fatto sul suo blog. Ora, se gli estremi per la querela ci siano o meno io non lo so, perchè non sono (manco lontanamente) un avvocato. Se i fatti denunciati siano veri o meno, non lo so neanche (anche se non ho, a priori, motivi per ritenere che non lo siano). Mi pare anche evidente che nei commenti di Sergio ci siano delle esternazioni che vanno al di la dei soli fatti, ma anche questo non è oggetto della nostra discussione.

Mentre sfogliavo i vari post sull’argomento ed elaboravo le righe che oggi state leggendo, sono capitato su questo post di Biccio, ironicamente intitolato “I mercati sono querele”, che ricalca i pensieri che stavo appunto mettendo assieme, e che a mio modo di vedere esprime in maniera lucida e precisa (più lucida e precisa di quanto non avrei saputo fare io) l’elemento più grave della vicenda: l’enorme occasione mancata da parte del mobilificio di costruirsi un’immagine almeno un po’ più simpatica nei confronti degli abitanti della rete.

Della vicenda parlano anche: Maxime, LucaPunto-Informatico, Cristian, Tommaso, Catepol, Matteo, Folletto, Alberto, Pseudotecnico, Paola, Gattostanco (Lista copio-incollata da Biccio!)

3 thoughts on “Mobili, blog, querele e censura”

  1. Dopo aver letto il post, incuriosita, sono andata subito a vedere il blog di persona:
    neanche a dirlo ha dovuto togliere tutto :-\…. (per cui ho potuto leggere solo i vari rif.)
    Ma perché il venditore doveva rendersi più simpatico ? Naturalmente, Eugenio, la domanda è provocatoria.
    Certo anche io fossi stato il manager avrei reagito in maniera differente, scrivendo altro o non scrivendo affatto…e cercando di portare l’acqua al mio mulino almeno in termini di pubblicità….:-) su questo non discuto…come non discuto sull’intelligenza delle persone…Allargo l’orizzonte anche se non è oggetto del tuo post ma non resisto e chiedo perdono in anticipo:-) . Riguardo tutta la vicenda mi viene in mente la trasmissione di Mi manda Rai Tre (che confesso seguire), dove si assiste a episodi del genere e dove spesso chi non ha armi per difendersi attacca il malcapitato…Tuttavia la differenza principale è che lì, in televisione, viene offerta anche a suon di insulti vari, la possibilità del contraddittorio pubblico…Perché dico questo? Perché anche se concordo con il fatto che uno deve essere libero di esprimere le proprie idee, lo dovrebbe fare sempre in maniera obiettiva, e se proprio non ci riesce per lo meno in maniera rispettosa…o per lo meno dando comunque la possibilità del confronto a chi viene criticato…Il solo fatto di possedere un blog libero e personale non dovrebbe essere una giustificazione per dire tutto quello ci passa per la mente…senza un minimo di decenza…( ps…parlo in generale e non so se questo è il caso o no, è chiaro che il ragazzo ha subito dei disagi e per di più la beffa finale della denuncia) .
    Secondo me il blog è un strumento meraviglioso per raggiungere molte persone e per poter scambiare idee.. documentarsi ..denunciare eventi ma cerchiamo di farlo in maniera oggettiva; diamo la possibilità alla gente che legge di verificare, di farsi una propria opinione. Quando si pubblica qualcosa online, inerente a fatti reali, si dovrebbe sempre mantenere una certo distacco e …giustificare tutto con la libertà di parola, di azione è un po’ qualunquistico – sempre secondo me.
    Mi spiego meglio: è giusto raccontare vicende kafkiane, più o meno personali, per metter in guardia gli altri ed essere di aiuto, o denunciare un sopruso, perché più la gente sa più si tutela, ma questo non significa necessariamente diffamare o offendere qualcuno o qualcosa…Anche perché ricordiamoci che siamo online.. e quello che scriviamo nel bene o nel male non è “visibile” solo all’amico del bar, al collega di lavoro, al vicino di casa…Ma a tutti potenzialmente… Mi verrebbe di spostare il discorso su cosa significa realmente un blog e sulle sue possibilità …perchè alla fine secondo me questa vicenda, al di là della reazione del commerciante, ha come succo del discorso il ruolo oggi del blog e di chi lo popola..ma si farebbe notte…e non vorrei rischiare i tagli e il sonno dell’owner :-)

  2. Sabine! Ma che commento lunghissimo! Ma dovresti aprire un blog!!! :)
    Veniamo ai contenuti: che dici? a Mi manda Rai Tre c’è possibilità di contraddittorio e sui blog no? Ennò, ti sbagli! I blog (se ben amministrati) sono la quintessenza della partecipazione! E non c’è neanche qualcuno che filtri le telefonate o organizzi le interviste!!!

  3. ops…pardon..prometto non lo farò più! :-) …comunque ..forse è il ben amministrato che mi manca…Si chiaro che c’è partecipazione ma io non ho messo in dubbio questo, ma l’obiettività dei singoli che scrivono.. etc etc …certo non di tutti i blog!…ad averlo il tempo di gestire un blog…visto anche quanto scrivo…( vecchio retaggio scolastico) …;-)

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