<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Comments on: Scusi Prof., le spiego il &#8220;Web 2.0&#8243;</title>
	<atom:link href="http://www.schinina.it/2007/07/scusi-prof-le-spiego-il-web-20/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.schinina.it/2007/07/scusi-prof-le-spiego-il-web-20/</link>
	<description>Sharper Thoughts</description>
	<lastBuildDate>Tue, 08 Nov 2011 19:05:57 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3</generator>
	<item>
		<title>By: Enterprise Web 2.0 SchininÃ .it - LogBook &#187; Blog Archive</title>
		<link>http://www.schinina.it/2007/07/scusi-prof-le-spiego-il-web-20/comment-page-1/#comment-4305</link>
		<dc:creator>Enterprise Web 2.0 SchininÃ .it - LogBook &#187; Blog Archive</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Oct 2007 08:19:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.schinina.it/?p=115#comment-4305</guid>
		<description>[...] D&#8217;accordo, abbiamo capito cos&#8217;Ã¨ il web 2.0. Lo abbiamo anche spiegato come lo si farebbe con i bambini. E questo ci torna utile per parlarne al bar (o al BarCamp!), spiegare agli amici perchÃ¨ perdiamo ore a scrivere articoli, commenti, post, reviews&#8230; Ma se si tratta di genereare una business proposition e vendere ad un&#8217;azienda il vero valore apportato da tale tecnologia (ma piÃ¹ che tecnologia preferisco chiamarlo &#8220;paradigma di accesso alle informazioni&#8221;), dobbiamo decisamente pensare a qualcosa di diverso. Questo post sul blog di Forrester individua, partendo da una esperienza di successo condotta in BBC, alcuni punti chiave per l&#8217;impostazione di una strategia di adozione del paradigma web 2.0 all&#8217;interno dell&#8217;azienda. Fra i punti chiave, una delle frasi che da qualche giorno mi ripeto sempre: &#8220;Go where you&#8217;re not quite comfortable going. This is the source of innovation.&#8221; E&#8217; cosÃ¬, bisogna spingersi ai limiti o fuori dalla propria confort zone per essere davvero davanti agli altri. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] D&#8217;accordo, abbiamo capito cos&#8217;Ã¨ il web 2.0. Lo abbiamo anche spiegato come lo si farebbe con i bambini. E questo ci torna utile per parlarne al bar (o al BarCamp!), spiegare agli amici perchÃ¨ perdiamo ore a scrivere articoli, commenti, post, reviews&#8230; Ma se si tratta di genereare una business proposition e vendere ad un&#8217;azienda il vero valore apportato da tale tecnologia (ma piÃ¹ che tecnologia preferisco chiamarlo &#8220;paradigma di accesso alle informazioni&#8221;), dobbiamo decisamente pensare a qualcosa di diverso. Questo post sul blog di Forrester individua, partendo da una esperienza di successo condotta in BBC, alcuni punti chiave per l&#8217;impostazione di una strategia di adozione del paradigma web 2.0 all&#8217;interno dell&#8217;azienda. Fra i punti chiave, una delle frasi che da qualche giorno mi ripeto sempre: &#8220;Go where you&#8217;re not quite comfortable going. This is the source of innovation.&#8221; E&#8217; cosÃ¬, bisogna spingersi ai limiti o fuori dalla propria confort zone per essere davvero davanti agli altri. [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

