Web e politica (sarà il “Partito Democratico”?)
Non ho mai scritto un post “politico”, non c’è una categoria apposta, e forse neanche questo in realtà lo è. Ma mi va di utilizzare questo spazio, questo canale, per raccontare (più che promuovere) una iniziativa che sta prendendo corpo su una base molto solida e sicuramente ricca di energia.
L’altro ieri si sono riunite a Roma una quarantina di persone, provenienti da varie parti dell’Italia e dall’estero, con un obiettivo nobile e delineato.
[...] creare una lista che partecipi alle primarie per la costituente del PD, che accolga tutti quelli che oggi non ci sono, che non trovano spazio, per coinvolgere nel progetto del Partito Democratico tutti quelli che ritengono che il PD debba essere semplicemente un partito moderno, democratico, laico e di sinistra.
Ne parla Ivan Scalfarotto, in un post dal titolo evocativo: i Mille! E ne parlano tanti altri.
Siccome sono tantissime le pagine già dedicate a questa iniziativa, sfrutto un po’ il lavoro fatto da Mario Adinolfi, e riporto qui l’elenco:
Tanti i post di commento e sostegno all’iniziativa dei Mille, li elenco: Luca Sofri, Marco Simoni, Pennarossa, Emanuela Marchiafava, Ivan Scalfarotto, One More Blog, Progetto Mayhem, Marco De Amicis, il blog di Generazione U, Revanche, Timoteo Carpita, Cristian Umbro, Ricchiuti, Massimiliano Vatiero, Marco Esposito, Pietro Longhi, Galeardabalda, Brodo Primordiale, Claudio Barocci, Mario Castagna, Lorenzo Casale, Abele, Olmo, Pierluigi Tolardo, Daniele Verzetti…e Mario Adinolfi qua e là.
Concordo su un concetto chiave: per l’Italia c’è ancora una speranza.
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[...] Dopo l’entusiasmo acceso dall’iniziativa romana, dopo la prima parziale delusione (o disillusione?) dovuta ai toni delle chiacchiere in seno a i Mille, dopo aver letto i commenti di Suzukimaruti sull’intenso discorso di Veltroni, ho potuto leggerlo, parola per parola. E ne sono rimasto spiazzato e soddisfatto. Spiazzato perchè forse non mi aspettavo di arrivare in fondo, in un discorso di oltre un’ora, senza scuotere la testa e sbuffare al pensiero di “frasi già dette”, “promesse già fatte”. E soddisfatto da molte cose, fra cui l’indicazione di specifici obiettivi, e soprattutto la presenza dei numeri. Si, ecco, non tutti leggibili, o facilmente misurabili, ma comunque potenziale misura del raggiungimento di quegli obiettivi che ci si propone di raggiungere.[...]